ILGOLFO DI SQUILLACE COME QUELLO DEL LEONE

Domenica, 03 Giugno 2012.

da Crotone a Roccella Jonica

Nel mondo vi sono aree di mare che solo a nominarle incutono paura e rispetto. Nel corso di tanti anni di navigazioni in tutto il mondo ho nevigato in zone leggendarie e temute da tutti i capitani. Lo stretto di Torres, la costa della Nuova Scozia, il golfo del Bengala, lo stretto di Gobal, solo per citarne alcuni. Anche il nostro Mediterraneo ha i suoi,

il Golfo del Leone e quello di Squillace sono tra i più famosi. Una volta lasciata la calda ospitalità della città di Crotone abbiamo doppiato capo Colonna, simbolo dell'antico splendore di Crotone che duemilacinquecento anni fà vantava una popolazione di cinquecento mila abitanti. Adesso, le acque che bagnano il capo sono integrate nella più grande riserva marina d'Europa che si spera possa far sviluppare la quantità di pesce e specie marine che comunque in questa zona non scarseggiano in modo drammatico come accade in alre zone del mare nostrum. Avvicinandoci al golfo di Squillace le onde ci avvertono dell'immediata presenza del vento che ci accoglie con una quindicina di nodi. Le previsioni erano di calma di vento e brezze locali mentre per il Golfo l'incognita è doverosa perchè, come per il golfo del Leone, la zona di mare circostante è un mondo a parte dove il vento, anche se in realtà è debole, quì viene accelerato dai monti. La Sly in condizioni di bolina con mare non troppo formato è divertentissima ed abbiamo "giocato" per ore con il vento e le onde divertendoci ad superare le altre barche a vela che vedevamo all'orizzonte. Tre ore di puro divertimento al timone di questa spider del mare che accelerava e scattava sotto ogni raffica. Poi, seguendo la rotta verso Roccella Ionica, il vento è diminuito ed il Golfo è rimasto a poppa con il mare di un blu palpitante e le creste di schuma bianchissima. "Non voglio pensare questo golfo quando c'è davvero vento come diventa" confesso al Comandante del porto di Roccella Ionica che èvenuto ad accoglierci all'ormeggio. "Quando c'è vento è meglio passare parecchie miglia lontano dal Golfo" ammette con un sorriso che la dice lunga sulle avventure e tragedie consumate in quella zona fin dall'antichità.
Ciao
Alfredo

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