I Sassi di Matera ci parlano lingue antiche – Mille uova per la frittata del re di Spagna – La Dieta Mediterranea è nata nel Cilento, patria dei lidi balneari sostenibili

Venerdì, 15 Giugno 2012. Posted in Stili di vita

da Bari a Salerno

Il tour nell’entroterra, per raccordarci in auto con la Sly 42 Fun che stava compiendo il periplo della Calabria, ci ha fatto toccare i Sassi di Matera,  scenario quasi irreale a metà strada tra preistoria e Medioevo, dove senti subito che le poche auto in circolazione e le insegne di ristorantini e B&B cozzano brutalmente con una natura fortissima su cui l’uomo in millenni ha preso il sopravvento con molto rispetto, andando a vivere nelle cavità della roccia, trasformate in basiliche affrescate, opifici, case e stalle.

Ci sono 4.000 falchi da queste parti, ci dicono indicando i rapaci che divagano nei loro giri tra le “case” e il dirupo, e il pensiero corre al “sapore” di Terrasanta che suggerì a Mel Gibson di girare qui la sua Passion.

Per arrivare dall’Adriatico al Tirreno, seguendo in Porsche Panamera S Hybrid il concetto di rispetto dell’ambiente, scegliamo la via più difficile (autostrada no grazie!). Dopo un saluto ad Altamura (la città del pane, dove il Mc Donald non resistette alla concorrenza dello storico forno a legna dei Di Gesù) attraversiamo la Murgia, valichiamo i monti di una Lucania verdissima fino a sbucare su Maratea, lo sbocco sul Tirreno della Basilicata. Prima però sforiamo in provincia di Taranto, divaghiamo per le disabitate poetiche colline lucane attraversate di tanto in tanto da arterie energetiche che ci fanno ricordare che, per i suoi pozzi petroliferi, questo è il Texas del Belpaese. E costeggiamo il lago artificiale della Diga del Pertusillo  che dagli anni 60 sbarra il corso dell’Agri dando poesia alla vallata su cui s’affaccia Spinoso (l’antico Carro Nuovo) che la leggenda vuole essere stato fondato da Francois Troiano, un compagno di Enea. Un’altra leggenda (leggenda!) dice che Spinoso sia popolato di serpenti così grossi da cibarsi di bambini. Il tramonto ci prende sulle pendici di Padula,  paese salernitano col quale la Campania ci dà la sua accoglienza. Di Padula si conosce soprattutto la Certosa di San Lorenzo (anno di fondazione 1306). L’ingresso da un antico portale lascia intendere la maestosità del sito, ma il vasto piazzale è solo un’illusione: non è tutto lì, come sembra. Si scopre poi da una foto aerea che quello era solo un “misero” dettaglio dei 51.500 metri quadri della superficie totale: un monastero di 320 stanze, col più grande chiostro del mondo (12.000 mq) a 84 colonne. E se proprio vogliamo stupirci coi numeri di questo edificio abitato per 450 anni, curiosando troviamo che nella sua mega cucina i monaci (apprezzati produttori di olio, vini e ortofrutta) per il re di Spagna Carlo V prepararono una frittata da Guinness dei primati, sbattendo 1.000 uova: siamo nel Cinquecento, quando le galline erano decisamente ruspanti.

Quindi Maratea, che merita di esser vista anche by night, per quel suo fascino fatto di lucine da presepe, dominata da un enorme San Biagio a braccia aperte che chiama alla mente il Cristo sul Pan di Zucchero di Rio  e che si vede da tutta la costa. Dopo otto ore eccoci a Scario, dove il giorno seguente accogliamo assieme al sindaco Maria Stella Giannì, al presidente del Parco del Cilento e Vallo di Diano Amilcare Troiano, e all’intero paese, l’arrivo della nostra barca.  Il ricongiungimento è compiuto. A suggellarlo in questa provincia che ha tenuto a battesimo il termine dieta mediterranea (a Pioppi, poco più avanti, il fisiologo americano Ancel Benjamin Keys visse 28 anni studiando le buone condizioni fisiche della locale popolazione di pescatori, fino a coniare la locuzione dieta mediterranea), assaggiamo i piatti locali. “Dieta mediterranea non è solo alimentazione sana - ci spiega Troiano – Dieta Mediterranea è uno stile di vita che favorisce le interazioni sociali e trasmette tradizioni e mestieri legati ad agricoltura e pesca che ancora si svolgono nel pieno rispetto di ambiente, natura, biodiversità”. E dà una certa ebbrezza sapere che le squisite alici che stai mangiando sono quasi uniche al mondo: con le reti di Menaica vengono pescate solo qui a Pisciotta e in un paesino del Marocco. Apprendiamo poi di trovarci nell’area protetta più grande d’Italia (181.000 ettari di terra e 10.000 di mare), riserva mondiale di biosfera (Unesco); e di essere sulla costa dove nel 2011 si sono inventati i lidi balneari sostenibili: 10 stabilimenti balneari di Camerota, per poter mantenere l’autorizzazione essendo dentro un’area protetta, si sono dotati di passerelle in legno per non fa calpestare le dune; di sdraio in legno o vimini, pannelli solari, fitodepurazione per i bagni e ovviamente ristorazione a base di dieta mediterranea. Un progetto che presto si estenderà a tutto il Cilento, da Agropoli a Sapri e che fa sentire il turista un privilegiato in pace col mondo  che lo accoglie e a cui presta rispetto .

Roberto Brumat

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