Liguria & case multicolor – 3 giorni di fuochi a Rapallo – Marconi e il suo yacht dimenticato – A Genova tra lamantini e le dediche di Verdi – Dalla chiesa/negozio alla casa di Colombo – La Cappella Sistina di Savona e il Santuario dei Cetacei

Lunedì, 09 Luglio 2012. Posted in Stili di vita

da Lerici ad Andora

L’ultima tratta del primo Un giro per la vita è quella che da Lerici mi porta ad Andora: da una delle prime località marittime della Liguria orientale, alla provincia di Savona. La gente di mare m’informa subito della gravità dell’effetto Schettino: a Rapallo le nuove disposizioni del “dopo Costa Concordia” obbligano le navi da crociera a fermarsi molto più al largo portando così gli armatori a preferire gli approdi francesi.

Morale: una perdita di 7- 8.000 turisti. Dalla comunità di naviganti di Lerici mi sposto a quella più commerciale di Portovenere (patrimonio dell’umanità Unesco),

per salire al castello e all’attigua chiesa di San Pietro che guarda la vicina isola di Tino. Ed eccoci alle Cinque Terre, con l’amara sorpresa di poter visitare solo le prime due salendo da sud: Riomaggiore e Manarola. Per le altre niente da fare, strada ancora bloccata dopo l’alluvione di ottobre. A Riomaggiore

ci sono turisti americani e tedeschi che sfidano la sauna di mezzogiorno per immergersi nella disordinata disciplina dei caruggi vivendo l’insolita atmosfera delle barche parcheggiate tra le case, come auto in sosta. Dalla semplicità delle Cinque Terre alla raffinatezza di Sestri Levante con la sua spiaggetta nascosta tra i palazzi storici. Se a Tellaro incontro le prime case colorate che mi accompagnano per tutta la Liguria, è qui che inizia il vezzo antico delle facciate affrescate coi tromp l’oeil che imitano finestre, balconi e ombreggiature. La sosta a Rapallo sembra fatta apposta (un po’ lo è) per assistere alla grande festa della Madonna di Monte Allegro: tre giorni di fuochi d’artificio che mettono in gara tra loro due per volta i 6 sestieri della cittadina, con un’ora di fuochi anticipati al mattino da un’altra mezz’ora. Ma nessuno si sogni di lamentarsi per il bombardamento che ti sveglia alle 8: “Per noi è l’unica cosa che non si tocca” ci dicono. D’altra parte ringraziano la Madonna di essere qui apparsa il 2 luglio 1557.

Certo tra gli amanti dei fuochi ci furono anche personaggi famosi che qui soggiornarono: Nietzsche che a Rapallo nel 1883 compose l’inizio di Zarathustra, Sibelius, Franz Liszt, Guy de Maupassant, Eleonora Duse, Ezra Pound, Hemingway che citerà il suo soggiorno in Cat In The Rain, Roosevelt, l'imperatrice Soraya di Persia, l'ultimo re di Lituania che qui morì nel 1928. Mi fermo nei due golfi della bella Santa Margherita Ligure per un pellegrinaggio a villa Durazzo dove a fatica trovo parte della chiglia di Elettra, lo yacht di Guglielmo Marconi smembrato in 5 parti nel 1978 e conservato qua e là in Italia.

Il pezzo che vedo è malconcio per la ruggine, con una targa che non spiega cos’era né a chi appartenne e senza segnaletiche in paese. Un vero peccato, sia come mancata occasione turistica sia per l’irriconoscenza del territorio a un grande che proprio da queste colline fece i suoi primi esperimenti radio: casualmente sopra il santuario di Monte Allegro avevo scoperto una targa che ricordava analoghe prove compiute da quel ragazzo di 24 anni, premio Nobel a 35.

Arrivo alla vicina Portofino che vede la baietta- gioiellino occupata da più che ingombranti mega yacht: non si capisce se i turisti accettano di sottostare ai salati parcheggi (5,5 euro all’ora) per visitare il borgo o per vedere chi fa merenda su questi salotti galleggianti.

Lambisco La Spezia con la sua onnipresente Marina Militare e arrivo a Genova per due soli appuntamenti da turista classico: l’acquario più grande d’Europa protetto dal veliero ancorato al porto dopo essere stato usato da Roman Polanski per il film “Pirati”; e i caruggi del porto con sosta in uno dei caffè storici d’Italia. Prima i pesci. Tre immagini tra tutte: i rari e lentissimi lamantini,

bestioni dalla coda da sirena che si fanno imboccare con foglie d’insalata di cui vanno ghiotti, i pinguini che vorrebbero beccare le videocamere del pubblico di là dal vetro, le minuscole eleganti meduse. Come in pizzeria trovi la foto firmata dal cantante famoso, nella pasticceria Klainguti dove assaggio l’ottima torta Zena (Genova) mi colpisce questa dedica: “Cari Klainguti, i vostri Falstaff sono migliori del mio”. Se la firma può non essere chiara, lo è la foto: Giuseppe Verdi.

Nel borgo antico di Celle Ligure mi colpisce la seicentesca chiesa di Nostra Signora della Consolazione: più che altro per il fatto che da una sua “costola” siano nati dei negozietti che letteralmente spuntano dal fianco sinistro della chiesa lungo la passeggiata a mare. Ma se in questo caso il turismo prevale, trovo poco più avanti un’altra mancata occasione turistica: sulle colline di Savona ho letto esiste l’unica casa che fu sicuramente abitata da Cristoforo Colombo (quella genovese è decisamente approssimativa). Anche qui nessuna segnaletica, ma nemmeno quelle della località di Legìno che la ospita. Così dopo affannose ricerche e salite improponibili (e non solo per la Porsche Panamera che si comporta benissimo), arrivo alla casetta che papà Domenico prese in affitto con la famiglia per 7- 8 anni: 8 locali su due piani, vigna, arco acuto, scala esterna, pozzo e cisterna, circondata da un muretto, immersa nel verde e ovviamente vista mare. “Ristrutturandola dopo che l’aveva abitata mio nonno come affittuario, abbiamo trovato una lapide con lo stemma dei proprietari, la famiglia di lanaioli Cuneo – mi dice la proprietaria Giovanna Ivancich, savonese di origini croate –

La casa risale al 1485 e negli anni è stata trasformata in piccolo convento e trent’anni fa è morta la vite. L’anno scorso abbiamo avuto la visita del sindaco di Savona, ma dal punto di vista turistico tutto tace”. A Savona mi colpisce anche un’altra curiosità: la Cappella Sistina. Fatta costruire nel 1481 da papa Sisto IV, lo stesso che aveva voluto in Vaticano l’omonima cappella affrescata da Michelangelo, servì ad accogliere le spoglie dei suoi genitori. Un giro per la vita si chiude quindi ad Andora da dove partono le motonavi per il whales watching – l’avvistamento balene che di qui alla Sardegna, nel cosiddetto Santuario dei Cetacei, vengono a partorire: si parla di almeno un centinaio di esemplari che vivono in 100.000 km2, condividendo questo paradiso marino con delfini, capodogli, tartarughe Caretta Caretta e altri cetacei.

Dopo 6.500 km percorsi lungo le coste d’Italia, affiancando la barca a vela Sly 42 Fun governata da Alfredo Giacon che ha avuto con sé la moglie Nicoletta Siviero e Renato Carafa, si avvicina il momento dell’ultima veleggiata sulla Porsche Panamera S Hybrid, dal Mar Ligure alla Pianura Padana. In due mesi con 28 comunità marinare abbiamo condiviso il gusto per il viaggio all’insegna dell’ecologia, dei consumi ridotti e del rispetto dell’ambiente e quindi di noi stessi. Personalmente ho appreso anche un insegnamento di vita proprio di chi viaggia per mare, insegnamento utile a farci capire chi siamo su questa Terra: è la natura a scegliere quando partirai e quando arriverai, non sei tu.

Roberto Brumat

 

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