Si entra in Tuscia - Al chiaro di luna per tutelare i vip – La palude fatale a Caravaggio – in Maremma la bio-casa di Legambiente e la spiaggia tra le Chianine – La chiesa in ghisa e la magia di Populonia, unica città etrusca sul mare

Domenica, 01 Luglio 2012.

da Civitavecchia a Livorno

Lascio Civitavecchia quando la vela di Alfredo Giacon e Renato Carafa che hanno a bordo un’ospite d’eccezione, la principessa Elettra Marconi figlia dell’inventore della radio, mi passa davanti. 

E con la Porsche ibrida veleggio anch’io verso nord lasciandomi alle spalle il cinquecentesco Forte Michelangelo che domina il grande porto della capitale con il suo quartiere di piazzette e vicoli e con i suoi gioielli: la diga Antemurale, la fontana di Vanvitelli, le Terme di Traiano dove secondo la leggenda un toro raspando la terra fece scaturire l’acqua calda sulfurea.

Ed eccoci in territorio etrusco: Tarquinia mostra quel che può (e non è poco) nel bel museo in cima al colle e nelle necropoli che da qualche anno proteggono gli antri tombali attraverso porte a vetri e illuminazione elettrica temporizzata.  

E poi Moltalto di Castro che dall’alto vigila sulla ex centrale nucleare convertita in centrale termoelettrica: tra parentesi questo piccolo Comune ha il primato italiano di energia da fotovoltaico, con 101,5 megawatt in esercizio. Di qui al borgo di Capalbio, che con Ansedonia si contende il primato delle residenze dei vip: se a Capalbio (ben 16 ristoranti nel solo centro storico) ha preso dimora per le ferie anche il presidente Napolitano, ad Ansedonia, mi dicono, la sera non si accendono i lampioni per rendere difficile la vita ai paparazzi.

Nella riserva naturale Duna Feniglia, lingua di terra che tiene a bada il Tirreno di là dalla laguna di Orbetello - la più grande del Tirreno - il 18 luglio 1610 il pittore bergamasco Caravaggio, in fuga dalla giustizia, fu trovato esanime per la malaria di cui morì poco dopo all’ospedale di Porto Ercole. A Porto Santo Stefano mi imbarco per l’isola del Giglio  dove i nostri equipaggi sono attesi da sindaco, vice sindaco e autorità militari e marittime per la consegna del sigillo della città di Padova, il secondo riconoscimento ottenuto dal Comune per la sensibilità dimostrata durante il naufragio della Costa Concordia.

Una volta rientrati sul continente faccio tappa al Girasole, centro nazionale per lo sviluppo sostenibile di Legambiente (Enaoli- Ripescia GR) dove si preparano per il Festival nazionale di Legambiente dal 10 al 19 agosto. “Aspettiamo 80.000 presenze- mi dice il responsabile stampa della festa Margo Bigozzi – per assistere ai concerti di Caparezza e di De Gregori, ma anche per vedere il primo prototipo italiano di casa totalmente eco sostenibile, in cui tutto sarà a risparmio energetico, anche gli elettrodomestici”.

Tornato sul mare salgo a Talamone (dall’etrusco Tlamun) con la sua Rocca aldobrandesca del ‘200 da dove nel 1860 videro attraccare il naviglio garibaldino dei Mille per un rifornimento d’acqua e armi. E siamo subito in Maremma, parco naturale di 9.800 ettari dove mi addentro seguendo per 5 km la strada che porta al mare, tra mandrie di cavalli e di mucche Chianine. Con me ci sono tanti villeggianti locali che scelgono di fare il bagno in un’oasi naturalistica a cui si accede da un varco elettronico che fotografa le targhe per imporre un corrispettivo in euro. E di nuovo fuori, per la Vetulonia che suggerisce mura etrusche ciclopiche – alte ormai solo pochi metri – e Castiglione della Pescaia coi suoi resti romani, medievali e rinascimentali. Ma per una scorpacciata etrusca, da Scarlino o da Massa Marittima, bisogna addentrarsi a Populonia. Prima però qualche foto a Follonica, dove tutto parla di fonderie: dal Museo del ferro e della ghisa al Parco tecnologico archeologico delle Colline Metallifere, alla chiesa di San Leopoldo (1838), l’unica in Italia ad avere un portale in ghisa. E poi visita a Piombino, 

che grazie all’ottima cartellonistica guida il turista dal torrione duecentesco al coevo castello, dalla Casa delle Bifore alle mura disegnate da Leonardo e perfino ad una villa moderna: sì perché per costruire sul mare questa villa dell’allora direttore dell’Ilva, nel 1959 venne abbattuto il Palazzo principesco degli Appiani.

Entro quindi nell’attrezzato Parco archeologico di Baratti e Populonia, 

dove si fa il bagno e si ammirano le bellezze del borghetto medievale, ma soprattutto dell’unica città etrusca costruita sul mare (IX sec. a.C.). Dai resti di capanne, templi, tombe e vie lastricate sparsi tra il cocuzzolo e la spiaggia, quando il frinire assordante delle cicale dà tregua, ci si può concentrare su un panorama costiero incontaminato e mozzafiato, con l’Elba proprio di fronte.

Il benvenuto a Livorno lo danno le ciminiere di Rosignano Solvay, i cui stabilimenti di carbonati conferiscono alla spiaggia il caratteristico colore bianco che tanto attrae i fotografi di ogni dove. Ma Livorno, fortunatamente, è un po’ più in là.

Roberto Brumat

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